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Gli zuavi

Fino all'ultimo il potere temporale dei pontefici fu difeso da volontari, per lo più provenienti da Francia, Belgio e Paesi Bassi, conosciuti come zuavi. Il nome deriva da quello di un gruppo di tribù berbere dell’Algeria, che in arabo erano denominate "zwawa".

Queste popolazioni fornirono soldati all’esercito ottomano e, dopo la presa d’Algeri nel 1830, entrarono al servizio dei francesi: il generale Clauzei costituì due battaglioni che combatterono durante tutta la campagna d’Algeria.

Questo reparto dell’esercito francese diventa conosciuto grazie alle campagne del Secondo impero francese; nel 1852 Napoleone III portò il loro numero da tre battaglioni a tre reggimenti, che diventarono quattro nel 1854. I soldati algerini si distinsero nella guerra di Crimea: il 10 settembre 1854 sconfissero le truppe russe nella battaglia dell’Alma – in omaggio a quella vittoria è stata realizzata la statua dello zuavo sul pilone centrale del ponte dell’Alma; secondo la tradizione quando la scultura è interamente bagnata dall’acqua della Senna Parigi è in pericolo –, distinguendosi anche nelle battaglie di Balaclava e di Inkerman.

Gli zuavi furono anche impegnati nella Seconda guerra d’indipendenza italiana: il 3° reggimento si distinse nella battaglia di Palestro del 31 maggio 1859 – dopo la quale Vittorio Emanuele II venne nominato caporale d’onore del reggimento – e durante i sanguinosi scontri di Solferino.

Questa unità combatterà in Messico fra il 1862 e il 1867 e nella guerra franco-prussiana, continuando a servire la Francia fino all’armistizio del 1940, che prevedeva lo scioglimento del corpo.

Nello Stato pontificio un corpo di zuavi fu organizzato, dietro esplicita richiesta di papa Pio IX, dal generale Christophe de Lamoricière. La creazione del corpo, la cui uniforme, pur modificata secondo il clima romano, riprendeva quella del corpo francese, data al 1861 e la sua esistenza terminò nel 1870, dopo la presa di Roma. Il corpo partecipò allo scontro di Mentana, nel quale i volontari guidati da Giuseppe Garibaldi vennero sconfitti.