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Il cimitero monumentale di Staglieno

Il cimitero monumentale di Staglieno ospita, tra le altre, anche la maestosa tomba di Giuseppe Mazzini. Ma non è l'unico motivo, questo, per visitare quell'incredibile testimonianza dell'inarrestabile ascesa della borghesia che è il complesso cimiteriale genovese.

Progettato alla metà del XIX secolo dall'architetto Carlo Barabino (morto precocemente e, per questo, sostituito nella direzione dei lavori da Giovanni Battista Resasco), è concepito come il teatro nel quale la borghesia ligure avrebbe potuto mostrare tutto il suo orgoglio di classe in ascesa. Le cappelle monumentali svelano stili diversi - dal gotico al liberty, dal neo-egizio al neo-classico - ma che, all'interno del complesso, si fondono in un quadro assai affascinante.

Dato il ruolo di primo piano ricoperto dal capoluogo ligure nel processo risorgimentale, sono molti i protagonisti dell'epoca che qui riposano: dal già citato Mazzini al luogotenente di Garibaldi Nino Bixio, dal volontario Antonio Burlando al musicista Michele Novaro, ossia colui che musicò l'inno scritto da Goffredo Mameli. In seguito altri illustri personaggi della politica e della cultura sono stati inumati a Staglieno: dall'antifascista e presidente del consiglio Ferruccio Parri, al poeta Edoardo Sanguineti, dalla scrittrice Fernanda Pivano al compianto Fabrizio De André.

La visita del cimitero ha impressionato, nel corso del tempo, personaggi del calibro di Friedrich Nietzsche, Guy de Maupassant, Mark Twain o Ernest Hemingway. Oggi il cimitero offre ai visitatori, oltre alle tombe degli illustri personaggi sepolti, anche la visione grandiosa che la borghesia genovese aveva di se stessa. Per ottenere maggiori informazioni, clicca qui.