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Il Museo storico dei bersaglieri

Il 20 settembre del 1870 la fanfara dei bersaglieri, insieme alle cannonate che distrussero le mura a Porta Pia, segnarono la fine del potere temporale dei papi. Il corpo dei bersaglieri nacque su proposta del generale Alessandro La Marmora il 18 giugno 1836, con l’obbiettivo di avere nell’esercito un’unità di esploratori assaltatori.

I bersaglieri dovevano essere in grado di impegnare il nemico anche se in inferiorità numerica, facendo della rapidità negli spostamenti una prerogativa. Si distinsero in diverse operazioni militari durante il Risorgimento: il loro battesimo del fuoco fu l’8 aprile 1848 alla battaglia di Goito, per proseguire con la battaglia del fiume Cernaia nella guerra di Crimea, la battaglia di San Martino nella Seconda guerra d’indipendenza e la presa di Roma del 20 settembre 1870.

Il Museo storico dei bersaglieri fu inaugurato da Vittorio Emanuele III il 18 giugno 1904, presso la caserma “La Marmora”. L’ideatore di una mostra sulla storia del corpo fu l’ispettore Edoardo Testafochi: la raccolta dei cimeli fu continuata dai suoi successori e dalla Società di mutuo soccorso tra bersaglieri. Con il Regio decreto del 27 dicembre 1921, il museo divenne ente morale e fu spostato nei locali di Porta Pia. All’interno del museo sono conservati vari cimeli, sono presenti i busti dei più illustri rappresentanti del corpo – tra cui quello di Enrico Toti –, il sacrario ai caduti nella storia del corpo, le sale dedicate alle due guerre mondiali e un archivio con le testimonianze sui bersaglieri di tute le epoche.

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